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Genetica del fascismo

Posted: July 4th, 2016 | Author: | Filed under: ITA, Storia economica | Comments Off on Genetica del fascismo

Treni sempre in orario, bonifiche e colonie d’africa. Il fascismo ha accumulato veri e presunti successi, rivendicati dai fascisti ancora oggi. L’appeal di questi argomenti sta nella confusione tra fascismo storico e ideologico, nel confondere il successo economico con quello politico.
Negli ultimi tempi mi capita di riflettere su quanto merito abbia il regime fascista per i successi economici dell’epoca, se successi si possono chiamare. Il fascismo come il nazismo non era interessato a una politica liberista, quanto a un forte coordinamento stato-industria. Rimuovere gli ostacoli democratici aiuta molto probabilemnte a sviluppare un’economia dinamica e uno stato libero di applicare subito le proprie decisioni. Tutto questo a scapito delle libertà civili. In questo panorama quando vengono prese decisioni negative, il risultato è catastrofico ed è facile indicare il responsabile. Ma quando il risultato è inequivocabilemtne positivo?
Ci sono almeno un paio di esempi che mi turbano.
Perchè i governi prima di Mussolini non furono in grado di capire la portata delle scoperte di Nazareno Strampelli? Il genetista italiano, precursore della rivoluzione verde, fu la chiave di volta della Battaglia del grano di Mussolini. Il fascismo non fece altro che prendere istituzioni post-risorgimentali (le cattedre in movimento, l’istruzione agricola generale, le scoperte scientifiche) e potenziarle? C’è un vero merito nella valorizzazione da parte del fascismo delle scoperte di Strampelli? Sarebbe stato possibile, per un regime come il fascismo meno legato alle elite reazionarie (almeno agli inizi), affidarsi ad altre teorie? Se si, cosa sarebbe successo? Non pensiamo che queste domande appartengano alla nicchia di storici dell’economia o della scienza, hanno un valore anche per l’oggi. Non è un caso che sulla bandiera di sovranità (alleanza Casapound+Lega Nord) ci sia un simbolo che richiama anche il periodo del fascismo.
Lo stesso vale per le innovazioni in ferrovia. Il decisionismo senza limiti dello stato è chiaramente efficente, i costi e i dipendenti vengono ridotti, il servizio migliora. Il costo è la repressione di ogni organizzazione sindacale e un controllo coercitivo. I treni popolari, le littorine, i direttissimi e tanto altro sarebbero successi indipendentemente dal fascismo? Lo favorirono sicuramente, ma quanto la situazione politica del fascismo aiutò un’industria così dipendente della direzione dello stato come quella ferroviaria?

Magari ho scritto castronerie, magari mi mancano degli elementi, ma sicuramente su questi (e altre) temi bisogna interrogarsi.